Boris Johnson ha osato l’inosabile.

C’è da chiudere la trattativa con l’Europa sulla Brexit? Bene, sospendiamo il Parlamento per cinque settimane. Meglio fare (o disfare) in beata solitudine, senza il fastidioso impiccio dei dibattiti in aula. That’s it.

L’irresistibile fascino dei “pieni poteri”.

Chi li sogna, chi li evoca (vi ricorda qualcuno?), chi indisturbato li detiene da un pezzo. E chi, come Mr. Johnson, s’ingegna per “noleggiarli” giusto il tempo necessario, magari tirando per la giacchetta Sua Maestà Elisabetta II.

Boris Johnson
Boris Johnson

Riaprirà, il Parlamento del Regno Unito, una manciata di giorni prima della fatidica deadline stabilita al 31 ottobre. Al netto delle ragioni tattiche – pare che Johnson sia convinto, congelando il Parlamento, di ottenere una maggior forza negoziale nei confronti dell’UE – il segnale lanciato da Londra conferma la tendenza planetaria all’ipertrofia del potere esecutivo rispetto a quello legislativo.

Un fenomeno aggravato dalla goffaggine, dall’arroganza e dall’imprevedibilità di leader degni dei peggiori jackass.

Atteggiamento da dittatore da repubblica delle banane, denuncia il primo ministro scozzese Sturgeon. Già. Ma quante sono le “repubbliche delle banane” già presenti nel mondo? Quante stanno per affermarsi, sospinte dai crescenti populismi? E, soprattutto, qual è l’antidoto ad un virus tanto potente da insidiare, anche in Europa, democrazie consolidate?

Serve una reazione serena, ferma e consapevole basata sul rispetto dello Stato di diritto. Una reazione che sarà tanto più efficace quanto più condivisa, al di là dei confini nazionali, e veicolata tramite una narrazione credibile, semplice e diretta.

Come nelle relazioni personali, anche nei fenomeni collettivi l’autorevolezza può e deve prevalere sull’autoritarismo.

Gabriele Sola

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