La vita è fatta anche di prove inattese, sfide intrise d’ignoto, percorsi inediti. Capita di sentirsi sotto attacco e, come accade in questi giorni, di trovarsi in una condizione mai vissuta.

È come una guerra, si dice. E allora, si può diventare persone migliori dopo una guerra?

Se la sorte delle nostre generazioni era quella di affrontare una guerra, beh, siamo stati fortunati. Sì, perché nelle altre guerre non esiste uno scudo invincibile che ti protegge dai colpi del nemico. Noi invece questo scudo da supereroi lo abbiamo: è il senso di responsabilità, la conoscenza delle concrete misure che possono renderci inaccessibili al Coronavirus e proteggerci dal suo attacco.

Ci viene chiesto di cambiare le nostre abitudini? Facciamolo, con curiosità e creatività. Restiamo in casa, limitiamo all’essenziale i contatti fisici con gli altri ed usiamo questa circostanza per creare, esplorare, condividere modalità diverse di interazione. Gli strumenti ci sono.

E poi, se interazione dev’essere, che sia sorridente. Il nostro cervello ha il potere di iniettare – in noi stessi e negli altri – sostanze benefiche o veleni. Le prime, le sostanze benefiche (che, tra l’altro potenziano il nostro preziosissimo sistema immunitario) sono la dopamina, la serotonina, le endorfine. Riempiamoci di benessere. E diffondiamolo negli altri.

Come si fa? Basta usare, prima con noi stessi e poi con il prossimo, parole buone, immagini buone, buone maniere. Vogliamoci bene e vogliamo bene.

Può accadere, anzi, certamente accadrà di vivere attimi di scoramento, tristezza, a volte rabbia. Lasciamoli scorrere, riconosciamoli, usiamoli per conoscerci meglio ed imparare a gestirli.

Sì, perché le emozioni e gli stati d’animo possono essere gestiti: l’emergenza di queste settimane rappresenta una palestra in cui allenarci a migliorare questa capacità, che ci cambierà trasformandoci in persone migliori.

Ogni guerra produce una selezione. Questa guerra colpirà chi è più debole, disattento o semplicemente sfortunato, ma non solo. Selezionerà anche tra chi saprà assorbire l’urto psicologico dell’emergenza e chi invece si farà ingoiare dalla depressione e dall’ansia.

Ecco qualche consiglio per stare dalla parte giusta, la parte dei resilienti:

1. Resta aggiornato senza farti sequestrare dall’overdose comunicativa sul Coronavirus:

  • stabilisci alcuni momenti da dedicare all’informazione, evitando di mantenerti costantemente esposto ai media
  • affidati a fonti accreditate
  • impiega con moderazione (e solo in modo costruttivo) web e social network

2. Mantieni la cura di te stesso:

  • la sveglia, la ritualità del mattino, un atteggiamento proattivo
  • l’attività fisica (ci sono molte straordinarie app che possono aiutarci anche senza la palestra)
  • una corretta alimentazione
  • la pratica della meditazione
  • le giuste ore di sonno (né troppe né troppo poche)

3. Usa in modo utile e stimolante il maggior tempo a disposizione:

  • i libri che avresti sempre voluto leggere
  • quei film o quelle serie-tv che non eri riuscito a vedere
  • lo studio di una lingua straniera (anche in questo caso, ci sono delle app utilissime)
  • un tuffo nella crescita personale
  • l’approccio ad una nuova dimensione artistica o creativa

4.  Esprimi più che mai la tua affettività:

  • stringiti alle persone care
  • esercita l’empatia (la capacità di metterti nei panni dell’altro)
  • ama e fatti amare
  • intensifica l’attività sessuale
  • scatena la fantasia liberando la tua essenza

5. Progetta:

  • pregusta le mille opportunità che ti si presenteranno quando questo momento finirà
  • rifletti sui tuoi desideri più profondi e trova loro un posto nel futuro
  • condividi sfide e percorsi proiettati nel domani

Ecco. A ben guardare, nelle pieghe dell’emergenza Coronavirus ci sono anche delle opportunità. Sono certo che le sapremo cogliere.

E sono certo che questa esperienza, alla fine, ci avrà trasformato in persone migliori.

Gabriele Sola

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