Inizia oggi il Global Climate Strike, sette giorni di manifestazioni in tutto il mondo che culmineranno con un’imponente marcia in programma venerdì 27 settembre a Montreal. È il naturale sviluppo dei #FridaysForFuture che hanno attecchito anche in Italia: solo nel nostro Paese, in questi giorni sono previste decine di eventi.

Durante la mobilitazione internazionale si terrà il Summit sui cambiamenti climatici convocato dalle Nazioni Unite. Vi prenderanno parte in diverse sessioni, oltre a numerosi capi di stato e di governo, cento giovani attivisti provenienti da tutto il mondo e guidati da Greta Thunberg.

Il Climate Action Summit punta a ridurre le emissioni di gas serra del 45% entro il 2030, per azzerarle entro il 2050.

La consapevolezza sempre più diffusa dell’urgenza con cui affrontare le sfide ambientali crea un contesto favorevole alla svolta ecologista, che però non si può limitare agli slogan ed alle manifestazioni. Mentre le piazze fanno la loro parte, i governi sono chiamati a sviluppare politiche finalizzate agli investimenti verdi, pubblici e privati.

L’onda ambientalista alimentata dalla volontà di salvare il Pianeta deve contribuire ad una “sana” ripartenza economica. Guarire il clima rianimando le imprese con una crescita sostenibile: è il traguardo a cui mirare attraverso un nuovo paradigma che abbracci la società, l’economia e l’industria.

Questo scenario include, in Italia, il risanamento del territorio, il recupero dell’equilibrio idrogeologico e la riqualificazione degli edifici e delle infrastrutture.

Politiche più verdi possono accrescere il livello di sicurezza e di benessere, rivitalizzando le nostre imprese a partire da settori strategici come quello dell’edilizia.

Gabriele Sola

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