Clima e digitale: come dire, futuro.

Ursula von der Leyen indica la duplice sfida che l’Unione europea è chiamata ad affrontare per riprendere, sullo scacchiere internazionale, il ruolo che le compete.

In ambito tecnologico partiamo con l’handicap accumulato nel tempo (pochi anni che hanno prodotto enormi cambiamenti) a causa di incertezze, egoismi nazionalisti e quella solita incapacità di pensare strategicamente ed agire con la stessa compattezza che caratterizza gli Stati Uniti, la Cina e la Russia.

Lo sviluppo del digitale è stato affidato alla vicepresidente Margrethe Vestager. Una tipa tosta, che nella passata legislatura osò contrastare con multe salatissime i giganti della Silicon Valley tanto che Trump la definì “Lady Tax”.

Mentre Vestager serrerà la morsa sugli abusi dei big d’oltreoceano, alla francese Sylvie Goulard, che gestirà le deleghe al mercato interno, toccherà il compito di favorire la nascita di progetti condivisi nei campi chiave: blockchain, super computer e cybersecurity.

Ambiente: un tandem che unisce esperienza e visione

Sul versante ambientale è stato scelto un tandem che unisce l’esperienza dell’anziano Frans Timmermans alla freschezza del commissario più giovane: il 28enne Virginijus Sinkevicius.

L’olandese Timmermans, primo vicepresidente della Commissione, coordinerà il green deal europeo con l’obiettivo da un lato di portare in Europa la leadership tecnologica verde, e dall’altro di progredire ad ampie falcate verso un’economia ad emissioni zero.

Il giovane lituano agirà parallelamente sul fronte dell’Ambiente e degli Oceani. Anche per Sinkevicius la sfida si giocherà su due piani: restituire decibel alla voce europea nel dibattito globale sul clima e, insieme, favorire gli investimenti europei in campo ambientale.

Perché salvare il Pianeta può o, meglio, deve rappresentare anche una straordinaria opportunità di sviluppo economico.

 

Gabriele Sola

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