Lo sguardo corrucciato, la caustica veemenza, le ruvide accuse. A molti l’intervento di Greta Thunberg pronunciato al vertice ONU sul clima non è proprio andato giù. Come si permette, quella ragazzina impertinente? Chi la manovra? Quali oscuri interessi starà coprendo? Su quali basi diffonde tutto questo allarmismo? Com’è possibile affidarsi ad una sedicenne affetta da una sindrome autistica?

Ecco le mie risposte.

Come si permette, quella ragazzina impertinente e tutt’altro che simpatica?

Greta è un prodigio. Una bimba prodigio in un campo che, fino ad oggi, è stato esclusivo appannaggio di leader consumati, più o meno rappresentativi, più o meno credibili ma certamente padroni di quel galateo politico che spesso scherma l’asprezza di scomode verità con uno stile sfuggente e, in apparenza, accomodante.

In altri campi – nello spettacolo, nella musica, nell’arte – il bimbo prodigio attrae (a prescindere dalla simpatia) ammirazione, applausi, entusiasmo. Per Greta questa benevolenza non vale, anzi. Come si permette? Tutta quella rabbia, quell’astio, quel disprezzo contro noi “grandi”…

Sono molto più rassicuranti i ragazzi mollemente adagiati sul divano di casa, occhi allo schermo e joystick tra le mani, vero?

Noi adulti eviteremmo volentieri il richiamo a responsabilità che, urlate in faccia con tanta forza, fanno male. Ma è davvero così incomprensibile quella rabbia? Non è forse l’eco di un malessere diffuso tra i ragazzi, nelle pieghe sofferte dei testi rap, nella fatica di crearsi un progetto di vita a lungo termine? Quella fatica che noi 40/50enni non abbiamo conosciuto?

Greta è figlia del suo tempo, di questo tempo con poche certezze ed il respiro pesante della paura e della rabbia. Ci piaccia o no.

Chi la manovra?

Sarebbe naïf ritenere che tutto ciò che sta accadendo sia esclusivamente frutto della cocciuta determinazione di una ragazzina. Greta iniziò a manifestare in perfetta solitudine ogni venerdì (l’ormai celeberrimo “sciopero scolastico per il clima”) davanti al Parlamento svedese. Con il passare del tempo, ha raccolto il supporto spontaneo e crescente di individui, enti, istituzioni che si sentivano rappresentati dalla sua battaglia.

Un conto è assecondare, supportare, sostenere. Altro il “manovrare”.

Chi senza prove evidenti dipinge Greta come un burattino in mano a chissà quali oscure entità, proietta su di lei preconcetti che pervadono la propria inquietante visione del mondo. Ipotizzare la presenza di grandi burattinai, privi di scrupoli e misteriosamente appassionati alle sorti ambientali del Pianeta, meriterebbe perlomeno l’ombra di un “movente”, una “prova” e magari un “corpo del reato”. Per ora non esiste nulla di tutto questo.

Quali oscuri interessi starà coprendo?

E quali oscuri interessi stanno coprendo, ad esempio, i sottoscrittori della lettera secondo cui l’emergenza climatica è un’invenzione?

Provo ad indovinare. Da un lato, il lato di Greta, ci sono gli interessi riferibili all’economia circolare ed alle energie rinnovabili per uno sviluppo sostenibile. Si parla di business, certo. Un business – passatemi la semplificazione – buono, inclusivo, proiettato verso il futuro.

Dall’altro lato, il lato dei negazionisti, ci sono gli interessi riferibili ai giganti dei combustibili fossili. Il petrolio, il carbone, il gas naturale: il caro, vecchio business che alimenta da decenni le principali multinazionali ed arricchisce Stati non propriamente esemplari come, ad esempio, l’Arabia Saudita.

Business verde vs. business grigio. Non so voi, ma io la mia scelta l’ho fatta da un pezzo.

Su quali basi Greta diffonde tutto questo allarmismo?

Nel caso non bastassero le temperature record di questi ultimi anni, i ghiacciai che si sciolgono (è di ieri l’allarme sul Monte Bianco) e gli evidenti fenomeni meteorologici, ecco il documento del Comitato scientifico sul clima dell’Onu.

Nei prossimi 80 anni assisteremo ad un aumento senza precedenti delle temperature degli oceani e del livello delle acque, al calo dell’ossigeno, a sempre più violente ondate di calore, piogge, cicloni frequenti e devastanti.

Gli studi sono approfonditi, documentati e molto allarmanti. Terrorismo mediatico ispirato dai soliti, fantomatici burattinai? Nel dubbio, vista la posta in gioco, suggerirei di optare per la linea ambientalista.

Com’è possibile affidarsi ad una sedicenne affetta da una sindrome autistica?

Ebbene sì. Certi odiatori hanno detto, sussurrato o scritto – magari sottotraccia – anche questo. Forse andrebbero semplicemente ignorati, osservando che proprio la particolarità di Greta invita ad accrescere la nostra ammirazione nei suoi confronti.

Ma poiché lei per prima sembra insofferente ad ogni forma di ipocrita benevolenza – o, peggio, di pietismo – per quello che ama definire il suo “superpotere”, ricordo che la sindrome di Asperger non comporta disturbi di carattere cognitivo. C’è semmai qualche difficoltà nelle interazioni sociali (che potrebbe giustificare il suo atteggiamento oltremodo severo) e la propensione a concentrare le proprie risorse in ambiti ben delimitati.

Quale sia l’ambito caro a Greta sembra ormai piuttosto assodato. I suoi avversari se ne facciano, finalmente, una ragione.

 

Gabriele Sola

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